Archivi per la categoria ‘Volontariato’

In solidarietà con il Laboratorio Zeta di Palermo

Sabato, 9 Maggio 2009

“Centonove”
8 maggio 2009

GENERAZIONE ZETALAB

Spesso dietro - anzi dentro - i fatti di cronaca si celano significati più profondi. L’episodio, apparentemente minore, dello sfratto inviato al “Laboratorio Zeta” di Palermo rientra fra questi casi emblematici. Esso si può leggere, infatti, dalla prospettiva del codice civile: ed è una prospettiva di competenza degli avvocati e, in ultima analisi, della magistratura, la quale soltanto potrà stabilire se l’uso di certi locali di via Boito 7, di proprietà dell”Istituto Autonomo Case Popolari, debba restare ai soci del centro sociale che li gestiscono da quasi dieci anni o piuttosto passare ad un’altra associazione (”Aspasia”) di cui nessuno può, sino a prova contraria, mettere in dubbio la legittimità d’intenti. Ma la stessa vicenda dell’ingiunzione di sgombero può essere letta da una prospettiva sociale: ed è una prospettiva che interpella la responsabilità dell’opinione pubblica, dei dirigenti politici e degli amministratori. Sì, perché Palermo soffre - non meno di altre metropoli europee - la questione giovanile: e non può permettersi di azzerare, con un colpo di spugna, uno dei pochi tentativi riusciti di affrontarla.
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LA VITA DI BIAGIO CONTE

Venerdì, 17 Marzo 2006

Centonove
17.3.06

LA CITTA’ DEI POVERI

La prima volta che le cronache si interessarono di lui fu all’inizio degli anni novanta, quando i genitori preoccupati lanciarono un appello a “Chi l’ha visto?” e – implacabilmente – fu riacciuffato dalla Grande Sorella. Biagio Conte era già in Calabria e non si lasciò fermare: incontrò i familiari accorsi a Paola, ma proseguì a piedi verso Assisi. Tornato a Palermo, vagabonda per la città con la verga e l’inseparabile cagnolino. Davanti il bivio decisivo: la lenta dissoluzione, psichica e fisica, del barbone o il farsi carico di chi da barbone vive e agonizza e muore. Sappiamo come è andata, come sta andando: e lui stesso, con l’aiuto determinante di Giacomo Pilati, ha voluto raccontarlo in un libro breve ed intenso (La città dei poveri. La mia vita per gli ultimi, Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2005).
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VOLONTARIATO A PALERMO

Martedì, 14 Marzo 2006

Repubblica – Palermo 14.3.06

CESVOP
Mondo solidale
Periodico
Pagine 36
Distribuzione gratuita

Da alcuni anni, l’arcipelago del volontariato palermitano ha un preziosa punto di riferimento nel Cesvop (un centro di servizi legali, fiscali e formativi). La struttura produce, fra l’altro, il periodico “Mondo solidale” che, con qualche ingenuità redazionale, va comunque crescendo qualitativamente di numero in numero. L’ultimo è dedicato a varie modalità di impegno sociale delle donne. Vincenzo Borruso illustra i dati statico-sociologi attuali, Rosanna Fiorentino rievoca la figura di Rosita Lanza di Scalea (antesignana dei consultori pubblici e della legalizzazione dei mezzi contraccettivi) , Giovanna Mastrogiovanni delinea la filosofia di fondo dell’impegno al femminile. Numerose collaboratrici raccontano tale impegno sia in organizzazioni di volontariato (“Centri aiuto alla vita”, Avulss, Laboratorio “Zen Insieme”, Afipres “Marco Saura” per la prevenzione dei suicidi, la rivista “Mezzocielo”, il centro di accoglienza “Onde” dell’UDI) sia in iniziative – come la cooperativa “Siciliadonne” e “Soleluna” – tese a tradurre la solidarietà in imprese produttive.

VOLONTARIATO E MASSMEDIA

Martedì, 5 Aprile 2005

Repubblica – Palermo 5.4.05

Augusto Cavadi 

Il volontariato trova spazio adeguato nei massmedia? Due docenti universitarie sono state incaricate dal CESV di Messina di rispondere alla domanda in maniera scientifica, analizzando soprattutto gli articoli sull’argomento apparsi nei tre quotidiani più diffusi in quella provincia. La risposta non si differenzia sensibilmente dalla media italiana: ed è negativa. Ma quali le ragioni di questa relativa invisibilità dei volontari sulla carta stampata? Da una parte, non c’è dubbio che i giornalisti non sono attratti da un’azione diuturna, nascosta, ‘normale’ che difficilmente si presta a scoop. Dall’altra parte, poi, il volontariato non sa raccontarsi, non cura la propria immagine pubblica: forse, nella maggior parte dei casi, è il primo a mancare di una adeguata interpretazione della propria identità. Morale della favola: chi lavora nelle redazioni dovrebbe imparare a scavare, nella quotidianità, per leggere il significato di fenomeni sociali diffusi, ma chi opera nell’associazionismo dovrebbe imparare a comunicare senza perdersi nei dettagli e senza annoiare.

MARINA FORESTIERI  - CONCETTA MAGRO

IL VOLONTARIATO MESSINESE ATTRAVERSO AL STAMPA

Edizioni Gruppo Abele

Pagine 64

Euro 8