Archivi per la categoria ‘Recensioni del mio "Chiedete e non vi sarà dato"’

Mario Trombino commenta “Chiedete e non vi sara’ dato”

Lunedì, 4 Gennaio 2010

Il mio caro amico Mario Trombino, responsabile del bel sito web “www.ilgiardinodeipensieri.eu”, ha inserito una sua analisi critica (molto critica !) del mio libro “Chiedete e non vi sarà dato. Per una filosofia pratica dell’amore” (Petite Plaisance, Pistoia 2009).
Ovviamente non condivido la sua tesi secondo cui il mio tentativo di riflettere filosoficamente sulla Bibbia (e su alcune interpretazioni teologiche di essa) sia un’operazione teologica e non filosofica. Ma se una persona intelligente come lui non ha preso sul serio alcune mie affermazioni (per esempio, quanto ho scritto a p. 14: “il bigotto considera la Bibbia come un testo dettato parola per parola da Dio stesso; il contro-bigotto si rifiuta di sfogliarla perché non condivide questa stessa fiducia ‘fondamentalistica’; il meta-bigotto la studia perché la considera - se non proprio, con Nothorp Frye, ‘il Grande Codice’ culturale dell’Occidente - come una biblioteca, accumulata in cinque secoli da una miriade di personaggi per lo più anonimi, d’interesse incredibile per capire la storia. Ovviamente una Bibbia de-teologizzata, liberata dal ’sequestro da parte del religioso’, per usare l’espressione di Henry Meschonnic nel suo “Un colpo di Bibbia in filosofia”, Medusa, Milano 2005″), posso sospettare di non essermi spiegato abbastanza bene…
Comunque il link della nota di Mario, per chi volesse farsi un’idea personale, è il seguente:
http://www.ilgiardinodeipensieri.eu/storiafil/trombino-6.htm

Nicola Lo Bianco recensisce “Chiedete e non vi sarà dato”

Sabato, 19 Dicembre 2009

Dal sito internet www.ilportaledelsud.org/approfondimenti.htm#1107

A. Cavadi, Chiedete e non vi sarà dato. Per una filosofia (pratica) dell’amore,
Editrice Petite plaisance, Pistoia 2009.

Recensione

La rivoluzione indifferibile
Cosa è stato, che cos’è, quale amore?
Augusto Cavadi, in questo agile, intelligente volume di poco più di cento pagine(oltre ad un’orientante Appendice di recensioni relative all’argomento) mette in circolazione una problematica di grande interesse in un periodo di inestricabile confusione morale che Galimberti, riferendosi ai giovani, definisce di “analfabetismo emotivo”, ma che sarebbe più propriamente da definire “analfabetismo sentimentale”.
Risponde, almeno secondo il mio punto di vista, alla esigenza, già in atto in alcuni limitati settori culturali, di riconsiderare alcuni fondamenti della cultura occidentale, come ad es., in ambito storico/ideologico, il “relativismo”, che ci ha portati fatalmente al “nichilismo”, a questo, dice il poeta Andrea Zanzotto, “ricchissimo nihil”.
La “rivoluzione indifferibile” è il capitolo sul quale è opportuno soffermarsi maggiormente, perché appare come la sintesi, il senso e la proposta filosofico/teologica di tutto il libro.
Nei capitoli precedenti, dopo una necessaria ed utile delucidazione delle concezioni storicamente fondamentali dell’amore, dall’eros/desiderio, all’amore/carità, all’amore agàpe/fratellanza, Cavadi, sulle orme delle riflessioni di Armido Rizzi (Dio in cerca dell’uomo. Rifare la spiritualità, Ediz. Paoline), mostra quanto sia confacente al nostro tempo prendere in attiva considerazione il messaggio etico/religioso di una possibile “liberazione spirituale”.
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Su “Riforma”, a proposito di “Chiedete e non vi sarà dato”

Mercoledì, 9 Settembre 2009

“Riforma”
28.8.09

Ines Pontet

FARE FILOSOFIA DISCUTENDO INSIEME IL TEMA DELL’AMORE

Quel che si dice “una bella serata”. Al termine visi distesi e sorridenti, consapevoli di aver vissuto due ore di riflessione appassionata, perché scaturita dalla propria esperienza personale, da parte delle quattro persone sedute al tavolo delle relazioni: il pastore di Villar Pellice Bruno Gabrielli, Monica Natali, la sindaca Lilia Garnier e infine l’autore del libro presentato, Augusto Cavadi, filosofo palermitano, autore di numerose altre pubblicazioni, fra cui il piccolo best seller “La mafia spiegata ai turisti” (Ed. Di Girolamo, Trapani 2008). Il tema era l’amore: chi può dire di non essere interessato/a? Il titolo del libro è “Chiedete e NON vi sarà dato. Per una filosofia (pratica) dell’amore” e qualcuno dal pubblico lo ha subito definito “intrigante”. A sentirsi intrigati vi erano forse un centinaio di persone, che hanno potuto anche godere dei numerosi e corposi interventi musicali di Maurizio Volpe, conosciuto cantautore valligiano, che interpretava egregiamente brani di Fabrizio De Andrè e di Francesco Guccini. Da subito si è voluto sfatare il mito dei filosofi “fuori dal mondo”, che immaginano realtà teoriche senza incarnarle. E’ possibile (anzi, la passione per la filosofia nasce proprio dalla passione per la vita e dalle grandi domande sull’esistenza) che invece la filosofia parli proprio ad ognuna e ognuno di noi e dia delle possibilità sempre nuove di lettura della nostra realtà quotidiana. E’ ciò che ha fatto e che fa da molti anni Augusto Cavadi, viso aperto, espressione solare, sicuro che verità assolute e ultime non esistano per gli esseri umani, che se sono onesti con loro stessi devono ammettere di non poter far altro che spostare ogni volta i loro confini di comprensione, nelle relazioni con gli altri, e ridefinire metri di giudizio e spazi di libertà. Non appartiene a confessioni religiose, Augusto, e dichiara di sentirsi sempre un po’ stretto in ogni ambiente che sia definito, sia esso protestante, cattolico, comunista o altro ancora.
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Ortensio da Spinetoli su “Chiedete e non vi sarà dato”

Mercoledì, 9 Settembre 2009

Recanati 25.8.09

Caro Augusto,
sono contento che mi fai inviare dalle tue editrici i tuoi libri, l’ultimo sull’agape, la philia, l’eros, tra di loro inscindibili, al contrario di quanto la comune predicazione ci ha fatto sentire, per non dire ci ha inculcato, creando nei più sensi di colpa, inquietudini, incubi.
La preoccupazione dei confessori potrebbe con questo libro ridursi o scomparire, ma forse bisognerà attendere perché si riduca o si dilegui del tutto. Le deformazioni culturali riescono a volte a ingenerare una nuova natura!
Ho visto quasi per caso che hai fatto menzione del mio “commento” alla “Deus caritas est”. Fu davvero una “sorpresa”; si ebbe l’impressione che qualcosa potesse cambiare, ma fu un’illusione. Il miracolo della “conversione” della gerarchia era stato rinviato.
Il tuo ultimo volume (”In verità ci disse altro”), dacché è arrivato, è rimasto sul mio tavolo, davanti ai miei occhi e ogni tanto lo prendo in mano. Vi si può imparare e sono contento di verificare i progressi che l’esegesi, la filosofia, la teologia e la cristologia continuano a fare.
Complimenti, ancora buon lavoro e tanti auguri.
Ortensio