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Le donne nella Bibbia e le donne lettrici della Bibbia

Mercoledì, 20 Gennaio 2010

LE DONNE DELLA BIBBIA RACCONTATE IN 22 VOLUMI

“Repubblica” — 16 gennaio 2010 pagina 14 sezione: PALERMO
Come è vista la donna nella Bibbia? E come le donne hanno letto, lungo due millenni, la Bibbia? Le due domande - intrecciate - vengono sempre più spesso formulate da esperti, anche fuori dal circuito degli interessi confessionali. Se le sono poste anche alcune prestigiose esponenti della “Società europea delle donne per la ricerca teologica» (fondata in Svizzera nel 1986) che raccoglie circa seicento studiose di tutto il mondo e, per rispondervi, hanno ideato un’ impresa editoriale titanica: 22 corposi volumi pubblicati contemporaneamente in inglese, tedesco, spagnoloe italiano. Obiettivo: «presentare una storia della ricezione della Bibbia, focalizzata su temi che hanno avuto un rilievo nelle questioni di genere, sulle figure femminili presenti nel testo sacro». Per il comitato internazionale promotore non è stato facile trovare quattro editori (uno per ogni area linguistica) disposti a imbarcarsi nell’ impresa: ed è motivo di soddisfazione apprendere che la sfida per l’ edizione in lingua italiana sia stata raccolta da “Il pozzo di Giacobbe” del trapanese Crispino Di Girolamo. Per i suoi tipi è stato stampato il primo dei 22 volumi progettati (”La Torah”, a cura di Fischer, Navarro Puerto con la collaborazione di Taschl-Erber, 446 pagine, 38 euro) dedicato, come si evince dal titolo, al così detto Pentateuco (dunque ai primi cinque libri della Bibbia: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuterenomio).
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OMELIA PER DOMENICA 15 GENNAIO

Sabato, 7 Gennaio 2006

 

ADISTA 7.1.06
 

DIO SI FA TROVARE IN CASA
Giovanni 1, 35 – 42
 

Tra i paradossi che rallentano l’evoluzione storica, sotto tutti i cieli, è un dato inquietante: di solito sono gli stessi personaggi carismatici ad aprire sentieri inediti e ad ostacolarne l’entrata. Da una parte, infatti, se non si è una personalità carismatica non si riesce a vedere oltre il grigio orizzonte del conformismo: ma proprio quel carisma che ci rende creativi, pro-attivi, poli di attrazione per spiriti inquieti e volenterosi, è il medesimo che fa di noi degli autoreferenziali e dei possessivi. Giovanni il Battista  - almeno in questo delizioso quadretto dipinto con mano agile e sicura dall’autore del quarto vangelo canonico – costituisce una felice eccezione. Ha strappato dal chiasso e dall’equivoca agitazione urbana alcuni discepoli, conducendoli con sé nel deserto del silenzio e della revisione di vita: ma non si affeziona oltre misura al ruolo di leader. Conosce l’arte del gioco di squadra: non vuole segnare lui tutti i goal, sa quando - e a chi -  deve passare il pallone. Evitando di sclerotizzarsi nella posizione di guru, sa indicare con lo sguardo “l’agnello di Dio” che può accompagnare i discepoli lungo il cammino di crescita appena intrapreso. In questa consapevolezza del limite, Giovanni il Battezzatore diventa davvero esemplare per quanti, in ambito ecclesiale o in altre situazioni gruppali, hanno il compito di svegliare le coscienze senza accaparrarsene.

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