Archivi per la categoria ‘Consulenza filosofica e altre pratiche filosofiche’

Ci pensiamo su? I puntata

Martedì, 2 Marzo 2010

Su “Il bandolo” (novembre/dicembre 2009, nn. 14/15) ho avviato, a richiesta del Direttore, una “Rubrica” fissa di filosofia pratica per …non filosofi:
Vi riporto la prima puntata qui di seguito.
Sarei felice se qualcuno dei lettori del blog volesse attivare una discussione di ‘filosofia pratica’ con me.
Sono graditi anche gli interventi dei filosofi di professione, ma ancor più di interlocutori professionalmente impegnati in altri settori. O in cerca di prima occupazione…

“IL BANDOLO”
Novembre - Dicembre 2009
nn. 14 / 15

CI PENSIAMO SU
(E ANCHE DA DIETRO)?
rubrica a cura di Augusto Cavadi

Quanta vita avrà questa nuova rubrica che fa oggi capolino in un angolo del “Bandolo”? La risposta è appesa a due incognite. La prima è la longevità del curatore; la seconda - altrettanto imprevedibile - la reattività dei lettori. Infatti il curatore è un “filosofo consulente” e (poiché per fare filosofia - come per fare l’amore - è necessario essere almeno in due) le prossime puntate dipenderanno dalle interlocuzioni critiche di qualche lettore (filosofo di mestiere pure lui o, meglio ancora, non-filosofo).
Ma a che può servire in un periodico una spazio di riflessione? E’ un tocco in più di intellettualismo, di aristocraticità snobistica? Se la “filosofia-in-pratica” fosse la filosofia che si impara a scuola e all’università, sarebbe inevitabilmente così. Ma, dagli inizi degli anni Ottanta, alcuni filosofi europei abbiamo pensato (all’inizio indipendentemente, poi collegandoci in varie maniere tra di noi) che la filosofia scolastica ed accademica non esauriva lo spettro delle possibili modalità di filosofare; che c’era necessità di una filosofia per i non-filosofi; che andava riscoperta la funzione sociale della filosofia (per la verità antica almeno quanto Socrate).
(more…)

Una nuova rubrica di “filosofia-in-pratica”

Lunedì, 4 Gennaio 2010

Il magazine trimestrale della Filca - Cisl Lombardia, in un’ottica di diffusione anche in Sicilia (per un totale di 35.000 copie), mi ha proposto di aprire una “rubrica” di filosofia-in-pratica. Vi riporto qui la prima ‘puntata’: spero che dalla seconda in poi, grazie ai vostri interventi, possa diventare davvero uno spazio di dialogo con i filosofi che non sono tali per mestiere, ma per passione.
****************************************************************
Alla ricerca della felicità. 1
Manuale per Vip

Rubrica a cura di Augusto Cavadi
www.augustocavadi.eu

Eh, no. Mi dispiace. Se vi siete incuriositi a questa nuova rubrica perché immaginate che parli di questo o quel Vip (dall’inglese “very important person”), rimarrete delusi. Niente pettegolezzi, indiscrezioni, dicerie: l’ottanta per cento della carta stampata e delle televisioni ne è già zeppa!
Abbiamo voluto scegliere questa sigla, invece, come abbreviazione di “Vivere in pienezza”: perché vorremmo conversare (specialmente con l’aiuto di chi di voi vorrà scriverci) su un interrogativo ben più interessante di cosa facciano i personaggi pubblici ritenuti, a torto o a ragione, importanti. Vorremmo riflettere insieme su una domanda che riguarda la persona più importante per ciascuno di noi: sé stesso. L’unica di cui, alla fin dei conti, abbiamo la responsabilità; l’unica sulla cui sorte possiamo decidere ed incidere.
L’idea ci è venuta leggendo degli articoli recenti in cui grandi economisti e politici si dicevano insoddisfatti dell’abitudine, ormai consolidata, di misurare gli Stati del mondo in base al loro Pil (”Prodotto interno lordo”). Già nel 1968, in un celebre discorso, Robert Kennedy (uno dei fratelli del presidente John Kennedy e come lui assassinato per ragioni politiche) aveva espresso le sue critiche: “Non possiamo misurare i successi del Paese sulla base del Pil, che comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalla carneficina del fine settimana”. Oggi è stato il presidente francese Nicolas Sarkozy a incaricare una commissione di illustri economisti di vari Paesi di preparare un nuovo modo di misurare la qualità della vita: tenendo conto non solo il “prodotto interno lordo pro-capite”, ma anche altri fattori (la durata media della vita, il livello medio dell’istruzione scolastica, l’uso dei telefoni cellulari, la libertà di stampa, i crimini denunziati alla polizia, l’inquinamento ambientale, le diseguaglianze fra i redditi mensili). La proposta, insomma, è di passare dal Pil al Bil (”Benessere interno lordo”).
(more…)

“Filosofia di strada” (la conversazione a Reggio C. il 18/9/09)

Domenica, 20 Settembre 2009

“Associazione maestri di speranza”
“Centro servizi di volontariato dei due mari”
Reggio Calabria 18 settembre 2009

“Filosofia di strada: il diritto di pensare appartiene a tutti”

Conversazione con Augusto Cavadi

Un titolo un po’ spiazzante
Forse sarete rimasti un po’ sconcertati del titolo della conversazione di oggi e mi pare un miracolo che, in tanti, vi siate lasciati convocare in una sera estiva ancora così tiepida e luminosa. Lo chiarisco dunque subito per evitare equivoci: la filosofia che vorrei presentarvi non ha quasi nulla in comune con la materia scolastica che qualcuno di voi ha studiato a suo tempo. A scuola, quando va bene, si studia la storia della filosofia, dunque la filosofia degli altri prima di noi; qui vorrei parlare della filosofia che ciascuno di noi possiede, più o meno consapevolmente, e in base alla quale dirige le proprie azioni quotidiane. Vorrei parlarvi non dell’utilità di studiare libri, nomi famosi, date (anche questo, in piccole dosi, può avere un senso); bensì della necessità di attivare la vostra testa per capire la vostra vita. Vorrei parlarvi di quella modalità di intendere la filosofia che, dall’inizio degli anni Ottanta ad oggi, in Germania, Gerd Achenbach ha chiamato Philosophische praxis e che in Italia un certo numero di filosofi chiamiamo filosofia praticata o filosofia-in-pratica. O, come mi ha suggerito un’amica salvadoregna che vive facendo l’artista di strada, filosofia di strada.
Questa modalità del filosofare vorrebbe liberare la filosofia dalla prigione dorata in cui la stragrande maggioranza dei filosofi degli ultimi tre secoli l’ha segregata. Mentre si studia medicina per curare i non-medici o architettura per progettare le case dei non-architetti, lo studio della filosofia non ha alcuna ricaduta - almeno diretta - sul mondo dei non-filosofi. C’è qualcosa di patologico o, per lo meno, di strano: i filosofi si autoriproducono di generazione in generazione senza che mai la società intorno a loro fruisca dei prodotti del loro mestiere. Ecco perché alcuni, sin dal giorno della laurea in filosofia, abbiamo pensato che i nostri interlocutori fossero sì i maestri che ci avevano introdotto alla filosofia, i colleghi, gli alunni…ma anche le donne e gli uomini della strada, che faticano dalla mattina alla sera impegnati in attività che non hanno nulla a che fare con lo studio della storia della filosofia. Essi hanno però domande, si pongono interrogativi: perché non offrire una sponda con cui interfacciarsi? Perché non mettere la propria esperienza di riflessione e di ragionamento a servizio di quelle persone che, sia da sole sia in gruppo, vogliono riflettere criticamente sui dilemmi che incontrano nel cammino dell’esistenza?
(more…)

Breve sulle vacanze filosofiche di quest’anno (2009)

Mercoledì, 16 Settembre 2009

“Panorama” 27.8.2009

Lisa Pizzighella

FILOSOFI SULL’AMACA

Un tempo si chiamavano vacanze intelligenti. Oggi sono diventate vacanze filosofiche. Dalla settimana post-ferragostana all’autunno i vacanzieri meno legati alle abitudini possono realizzare un sogno: trascorrere qualche giorno in una località di villeggiatura con la possibilità di ascoltare e e dialogare quotidianamente con i filosofi.
Primo incontro le “Vacanze filosofiche per …non filosofi”, dal 18 al 24 agosto a Macugnaga (Verbania), ai piedi del monte Rosa, dove sono in programma due seminari al giorno. I temi? la libertà di pensiero, il significato e l’uso del potere. I seminari (www.ilgiardinodeipensieri.eu) sono introdottti a turno da docenti universitari e filosofi come Alberto Giovanni Biuso (Milano), Augusto Cavadi (Palermo), Giorgio Giacometti (Udine), Elio Rindone (Palermo).
(…)

Le vacanze filosofiche (di tre anni fa !)

Mercoledì, 16 Settembre 2009

“Il Rosa”
anno XLV, 3
(luglio-agosto-settembre 2006)

FILOSOFIA PER NON…FILOSOFI A MACUGNAGA

Come qualcuno forse sa, negli ultimi decenni si vanno diffondendo nel mondo occidentale varie forme di “pratica filosofica”: luoghi, iniziative, strumenti mediante i quali la filosofia si spoglia dei caratteri più paludati per diventare occasione democratica di consapevolezza critica. E’ il cammino inverso: la filosofia, nata con Socrate sulle piazze e nei mercati di Atene, salita successivamente sulle cattedre universitarie e rinchiusasi nelle accademie, prova ad uscire di nuovo dai recinti elitari per farsi compagna di strada della gente ‘comune’.
In questo clima alcuni filosofi italiani organizzano da più di venti anni delle ‘vacanze estive di filosofia per non…filosofi’: una settimana a fine agosto, un po’ per tutti i luoghi più belli d’Italia. Quest’anno è stata la volta di Macugnaga (dal 21 al 28 agosto).
Tema: “Il posto dell’uomo nel mondo e nella storia”.
Dopo l’incontro della prima sera, dedicato a rompere il ghiaccio e ad avviare la conoscenza reciproca fra i partecipanti, le prime tre relazioni sono state svolte da Elio Rindone (Roma) il quale ha delineato la concezione dell’uomo nel mondo greco, nella Bibbia e nel Medioevo. La sua tesi è che la filosofia greca abbia privilegiato il dualismo platonico fra anima e corpo, gli autori biblici una visione unitaria, mentre i teologi medievali siano ritornati - più o meno consapevolmente – su prospettive dualistiche spacciate per ‘cattoliche’. Il suggerimento che ne deriva è di mettere oggi in discussione, con molta libertà, queste prospettive rivalutando la dimensione sensibile, sessuale ed operativa dell’esperienza mondana.
(more…)

Filosofia con malati terminali

Martedì, 1 Settembre 2009

Dal sito del “Gruppo solidarietà” marchigiano (www.grusol.it/informazioni.asp):

La consulenza filosofica e la cura dei malati gravi

Credo che ormai - dopo quasi dieci anni di rodaggio, equivoci e pasticci - sia maturata anche in Italia la stagione della chiarezza su chi sia davvero un filosofo-consulente. Se non si ha voglia di capire, si può continuare a scambiare questa nuova figura professionale con un surrogato dello psicoterapeuta o con un concorrente del prete: ma, se si vogliono aprire gli occhi, basta poco più di un’ora per informarsi correttamente. Si può leggere un tascabile di Davide Miccione (La consulenza filosofica, Xenia, Milano 2007) o un altro pocket di Neri Pollastri (Consulente filosofico cercasi, Apogeo, Milano 2007); se si ha qualche decina di minuti in più si può passare ad un libro non certo voluminoso, anche se firmato da dieci persone che raccontano qualcosa della loro esperienza di filosofi-consulenti, che l’editore Di Girolamo di Trapani ha edito nel 2008: Filosofia praticata. Su consulenza filosofica e dintorni.
(more…)

IL MISTERO DELL’AMORE

Domenica, 26 Luglio 2009

Repubblica – Palermo 26.7.09

AUGUSTO CAVADI
Chiedete e non vi sarà dato
Edizioni
Petite Plaisance
Pagine 149
Euro 15

Chiedete e non vi sarà dato: la citazione biblica in negativo - che fa da titolo accattivante a questo breve saggio Per una filosofia (pratica) dell’amore - intende sostenere che dare a vedere di cercare affetto, provoca negli altri diffidenza e distanza. No, non si tratta di uno dei tanti libri che cercano di consolare le pene d’amore o di porvi una soluzione né si parla dell’amore in termini di sentimento romantico (benché un “romanticismo” lieve ci sia e lo si può apprezzare in molte pagine); è piuttosto un’ accurata analisi sul sentimento-azione di “amare” . La lettura di queste pagine dapprima si fa tutto d’un fiato, ma poi si avverte la cura di tornare su vari passi e fermarsi sui concetti-chiave espressi. A cominciare da cosa siano “agape” e ‘eros’ e cosa li leghi - pur nella radicale differenza - in maniera indissolubile. Al di là dei riferimenti teorici, talvolta un po’ difficili da seguire, Cavadi suscita pensieri personali che - sana e bella coincidenza - talvolta si avvicinano alle “conclusioni” di autori che tanto hanno meditato sul tema. Alla fine dei sei brevi capitoli risuonano nella mente le considerazioni più illuminanti: “l’amore non è un problema, ma un mistero”; l’erotismo può essere una “palestra dell’agape”, “l’elenco di coloro che amano gli altri” coincide con la lista di coloro che sono amati da Dio…

Roberta Magno

Tre belle giornate a S. Stefano Quisquina: un breve resoconto

Venerdì, 24 Luglio 2009

Centonove 24.7.09

NOI, STRANO IMPASTO DI ATOMI E SOFFIO VITALE

Che cosa è davvero reale per ciascuno di noi? Per uno la natura che si vede e che si tocca; per un altro i sentimenti che avverte intensamente; per un altro ancora le istituzioni politiche…La risposta che diamo a livello concettuale, di testa, condiziona - lo si sappia o meno - molte scelte di vita: di vita individuale, ma anche di vita sociale. Se riflettiamo su queste ricadute ‘pratiche’ delle nostre teorie filosofiche, potremo non stupirci apprendendo che nei primi giorni di luglio due associazioni palermitane molto sensibili alle tematiche politiche (la Scuola di formazione etico-politica “G. Falcone” ed il CESMI - Centro studi di medicina integrata) abbiano organizzato, presso l’accogliente hotel “Pigna d’oro” sui monti Sicani, una “tre giorni” di riflessione sul tema: “Spirito e/è materia?”.
Ancora più intuibile la legittimità della scelta se si aggiunge che ognuno di noi elabora - più o meno consapevolmente - un’idea di ‘uomo’ all’interno della propria concezione globale della realtà: il nostro modo di pensare l’essere umano (la nostra antropologia) è sempre collegata al nostro modo di concepire l’essere in generale (la nostra ontologia). A meno di serie difficoltà schizofreniche, ci facciamo una concezione del “microcosmo” che siamo all’interno del “macrocosmo” che ci attornia e ci avvolge.
(more…)

Ancora un intervento su filosofia e psicologia

Sabato, 18 Luglio 2009

“AUPI”
Bollettino ufficiale dell’Associazione Unitaria Psicologi Italiani

2009/2

Il filosofo consulente: un concorrente o un alleato?

Ho letto con estremo interesse l’articolo di Giorgio Blandino Psicologi o badanti? Necessità della formazione storico-filosofica degli psicologi (su “Link” di luglio 2008, 12, pp. 12 - 21). Se possono essere utili alcune considerazioni di un non addetto ai lavori (non mi considero infatti uno psicologo: ho occupato - ormai decenni fa e, per giunta, brevemente - una cattedra nelle scuole secondarie superiori di pedagogia, psicologia e scienze umane), sarei lieto di condividerle con l’autore e con i lettori (tutti psicologi di professione).
Cosa sostiene, in buona sostanza, il Presidente del Corso di laurea in Scienze e tecniche psicologiche dell’Università di Torino? Che “la psicologia attraversa un momento che, ad essere benevoli, possiamo definire problematico”. Un fatto “decisivo” viene individuato in “due gravi lacune” nella formazione di base degli psicologi: “in primo luogo, la quasi totale carenza di prospettiva storica nello studio della psicologia delle sue varie teorie metodi correnti e tecniche; in secondo luogo la scarsissima possibilità di spazi di riflessione, a partire da quella filosofica”. Sulla prima “carenza” l’autore osserva: “Se non si guarda a ciò che è stato pensato prima, al presente e al futuro della nostra scienza e dell’operare quotidiano dello psicologo, si riproducono soltanto ristretti, miopi, meri tecnicismi privi di quel respiro filosofico che dà senso e nobilita una scienza e una professione”. Quanto alla “seconda carenza”, l’autore nota: “Modelli di intervento clinico e psicoterapeutico, individuale, gruppale e sociale, non sono solo apparentemente derivati operativi da teorie e ricerche, ma implicano, consapevolmente o inconsapevolmente, direttamente o indirettamente, esplicitamente o implicitamente, modelli di riferimento filosofici, in particolare etici, ovvero concezioni dell’uomo. Se uno psicologo o uno psicoterapeuta non è consapevole di questi problemi svolge, a mio modo di vedere, un lavoro che è, solo apparentemente, terapeutico. Peraltro, è significativo che i più profondi pensatori in ambito psicologico e in particolare quelli in ambito psicoanalitico, da Freud a Jung, da Fromm a Money-Kyrle a Bion ecc., finiscano, negli esiti ultimi della loro ricerca, per fare della filosofia”. Non tener conto di queste connessioni con il patrimonio filosofico dell’umanità riduce “l’operare psicologico a qualcosa di meccanico, quando non manipolatorio”.
(more…)

Intervista su www.percorsidipensiero.blogspot.com

Venerdì, 17 Luglio 2009

- Professor Cavadi, Lei costituisce un’importante testimonianza di come una persona possa coniugare l’attività nell’ambito dell’insegnamento scolastico con la presenza in altri spazi che necessitano di una maggiore attenzione,: spazi in cui sa che il sapere può accedere con una certa delicatezza ed in cui è necessario intervenire anche mediante sensibilità filosofica. Cosa ci può raccontare di questa duplice esperienza? Ci parli un po’ di lei…
- * In effetti, quando a diciotto anni ho deciso di iscrivermi in filosofia, non sapevo come avrei speso la laurea: sapevo solo che avrei speso la vita a cercare di capire il mondo e a confrontarmi con chi altri avesse voluto in futuro condividere la mia ricerca. La scuola è stata dunque una delle mille occasioni per filosofare: accanto ad altri luoghi - esistenti o da me inventati - per incontrare gente e pensare insieme. Alcuni anni fa ho raccontato alcune di queste esperienze in un libro, edito dalla Rubbettino di Soveria Mannelli (Catanzaro): “Quando ha problemi chi è sano di mente”. Se qualcuno è interessato alla mia vicenda, per la verità abbastanza ‘normale’, può trovarlo facilmente ancora in commercio.

- So che si è occupato di lotta alla mafia. Ci può esprimere una sua weltanschauung in merito, cioè dirci che cosa è la mafia?
- * Vedo che non hai preparato domandine facili facili… In realtà, uno dei luoghi in cui sono stato indotto dalle circostanze storiche ad esercitare la riflessione critica è stato il movimento siciliano antimafia. Con l’apporto decisivo di Umberto Santino e del Centro siciliano di documentazione “G. Impastato” , fondato da lui e dalla moglie Anna Puglisi, ho cercato di capire cosa sia la mafia al di là degli stereotipi, arrivando alla conclusione che si tratti di un’associazione di criminali che mirano al potere e al denaro mediante il bastone (la violenza fisica) e la carota (il consenso sociale). E’ ovvio che questo è possibile per loro in quanto sfruttano abilmente un codice culturale che è teologico, filosofico, etico, pedagogico, simbolico…Anche su questi argomenti ho scritto abbastanza e sarei felice se qualche lettore interessato leggesse “A scuola di antimafia” o “Strappare una generazione alla mafia”, entrambi editi da un coraggioso editore trapanese, Crispino Di Girolamo. Chi avesse solo pochi minuti da dedicare a queste tematiche potrebbe trovare, presso lo stesso editore, un agile volumetto propedeutico che ho scritto nel 2008 e che è acquistabile anche in altre sei lingue (inglese, francese, spagnolo, tedesco, giapponese e russo): “La mafia spiegata ai turisti”.
(more…)