Archivi per la categoria ‘Filosofia: antropologia’

DISPOSITIVI SEMANTICI

Domenica, 11 Gennaio 2009

“Repubblica - Palermo”
11.1.09

ALBERTO G. BIUSO
Dispositivi semantici
Villaggio Maori Edizioni
Pagine 74
Euro 8

Come spiega il sottotitolo di questo agile volumetto di Alberto G. Biuso (Introduzione fenomenologica alla filosofia della mente), edito da una giovane casa editrice catanese, si tratta di uno strumento per chi voglia iniziare a curiosare nell’arcipelago delle attuali ricerche sulla mente umana. Ricerche che ruotano intorno ad una domanda cruciale (che rapporto c’è fra la nostra mente e la nostra corporeità?) e che si snodano lungo tre direttive principali: “l’eliminazione di una delle due dimensioni, il sostenere la loro reciproca e completa autonomia, il cercare elementi di raccordo che le colleghino”. L’autore propende verso una quarta direzione: mente e corpo non hanno bisogno di essere unificati, ma di non essere separati. Infatti, a suo avviso, si tratta di “due aspetti della stessa realtà” (diveniente) e l’unità, più che “un risultato da conseguire”, è piuttosto “il semplice fatto da cui partire”. Gli uomini siamo infatti corpi pensanti o - se si preferisce - macchine che fabbricano significati: come dice appunto il titolo un po’ enigmatico, dispositivi semantici.

L’EVOLUZIONISMO

Domenica, 12 Febbraio 2006

“Repubblica – Palermo”
12.2.06

GLI STUDENTI ALLA SCOPERTA DI DARWIN

La tradizione ebraico-cristiana ha favorito in noi occidentali un vivo senso di protagonismo: ci riteniamo, come genere umano, il fine e il coronamento della creazione divina. O, forse, sarebbe meglio dire: tali ci ritenevamo sino a Darwin. Il paleontologo inglese, infatti, ha inflitto al “narcisismo umano” (l’espressione, ovviamente, fu usata da Freud) una ferita letale sostenendo che nessuno sviluppo sociale e intellettuale può cancellare “l’impronta indelebile della nostra infima origine”. Ma quando Darwin pubblicava le sue opere scandalose, l’antropocentrismo dominante non era più quello di matrice teologica. Il panorama culturale era infatti egemonizzato da correnti filosofico-politiche di immenso successo (come l’idealismo romantico, il positivismo scientistico, il marxismo) marcatamente laiche, quando non addirittura esplicitamente atee. Risultato: Darwin ha costretto ad una radicale revisione – insieme alle dottrine religiose tradizionali - tutte le altre concezioni eredi dell’ottimismo umanistico rinascimentale.
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