Archivi per la categoria ‘Letteratura’

Su un libro di poesie

Lunedì, 5 Aprile 2010

“Repubblica - Palermo”
4.4.2010

“Il filosofo dell’amore”

S. Battaglia
ARMONIE
La Zisa
pagine 122
euro 9,90

Ci sono componimenti letterari in cui la raffinatezza stilistica e l’accuratezza della tecnica tentano di celare una certa aridità sentimentale. Le poesie di Salvatore Battaglia, raccolte in Armonia, non corrono questo genere di rischio; anzi, al contrario, rivelano un’effervescenza emotiva e una sincerità spirituale così prepotenti da non apparire abbastanza distillate nell’alambicco dell’arte più smaliziata. Lo nota, con cautela diplomatica, Roberto Deidier nella sua dotta Prefazione: “la passione amorosa rappresenta qualcosa di pericoloso nella vita di un uomo, ma ancor più se quest’uomo fa ricorso, per parlarne, alle armi della poesia. Ecco, l’amore rischia di annoiare, così come la poesia rischia, a sua volta, di deprimerlo, di ridurlo ad altro, di stilizzarlo “. Lo nota pure, con lucidità solo apparentemente folle, Alda Merini in una pagina che suggella il florilegio: si rivolgano a Battaglia, “un buon filosofo dell’amore”, quanti vogliano - più che esplorare “la forza ossessiva della parola” (che è l’ambito proprio del poeta)- imparare che “ragionar d’amore apre la porta del Paradiso”. Insomma, ancora una volta ha ragione Stefania La Via: quanti siamo punti da vaghezza di mettere versi su una pagina dovremmo dedicare almeno altrettanto tempo a educarci l’orecchio con la grande lirica di ogni tempo. Non escluso il nostro.
Augusto Cavadi

Il romanzo di Marilina Graziano sul senso della vita

Domenica, 27 Settembre 2009

“Repubblica - Palermo”
27 settembre 2009

Augusto Cavadi

Marilina Graziano
COME IL SUONO DI UN VIOLINO
Umberto Polizzi Editore
pagine189
euro 15,50

Riuscite a leggere un romanzo concentrandovi sulla trama e sulle tematiche senza lasciarvi distrarre dalle sviste ortografiche e tipografiche? Se la risposta è affermativa, il romanzo di Marilina Graziano, Come il suono di un violino, è adatto a voi. Una volta attraversata la barriera stilistica, troverete contenuti interessanti che danno da riflettere: la sofferenza sorda e continua di chi non riesce a tagliare il rapporto coniugale con un partner violento; la sottile ma inossidabile complicità amicale fra persone di sesso diverso che scelgono di non coinvolgersi sentimentalmente; il travaglio di un genitore che si accorge con sgomento dell’omosessualità del figlio ed è mortificato dall’opinione comune intrisa di perbenismo cattolico-borghese; la scoperta, grazie all’incontro con un prete diverso dagli altri, che - sotto la montagna ecclesiastica di moralismi e ipocrisie - cova in tutta la sua rivoluzionarietà il messaggio originario di Gesù di Nazareth. Le vicende di Teresa, bambina di San Vito Lo Capo emigrata a Roma, sono attraversate e illuminate dalla consegna del padre liutaio: “Ci vuole amore, come in tutte le cose importanti. Il suono del violino è un po’ come la vita. E’ un suono meraviglioso, ascoltarlo è bellissimo, ma nessuno quando lo fa pensa che dietro ci sia un duro lavoro e tanti pezzi di legno messi insieme”.

LA SPERANZA “MALGRADO TUTTO”

Mercoledì, 24 Settembre 2008

Repubblica – Palermo 24.9.08

G. Macaluso - G. Savatteri
Malgrado tutto
Salvatore Sciascia
Caltanissetta 2008
pp. 335, euro 18.

Gli anni Ottanta sono stati gli anni del riflusso, dopo il confuso ma fervido decennio ‘68 - ‘77. Anche in Sicilia dove, per la verità, il flusso non si era fatto particolarmente notare. Facile immaginare, anzi per alcuni di noi ricordare, lo stato di scoramento nelle minoranze morali - specie giovanili - che non intendevano allinearsi al rampantismo craxiano, perfetta anticamera del berlusconismo. E’ in questo clima di smobilitazione - non dissimile da quello vissuto attualmente da chi assiste alla beatificazione dei politici più spregiudicati, persino se dichiarati giudiziariamente colpevoli - che tre studenti liceali di Agrigento decidono di stampare un giornale che parli, innanzitutto, di Racalmuto ed a Racalmuto. Malgrado tutto sembrò a Gesualdo Bufalino “il più bel titolo di giornale del mondo” e fu, quasi ovviamente, Leonardo Sciascia a tenerlo a battesimo con un editoriale che, nella sua incisiva brevità, andava dritto alla radice di molte indebite rassegnazioni: “L’uomo del sud - e cioè un tipo umano, riconoscibile, catalogabile e giudicabile in quanto uomo del sud - non esiste. Esistono nel sud condizioni economiche, generate nel corso della storia, che possono anche dare l’illusione di essere state invece generate da una particolare umanità. E’ l’illusione di cui è suggestivamente intriso Il gattopardo; e funziona anche da alibi, alibi di classe”.
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Intervista a Tania

Martedì, 25 Marzo 2008

“Una città”
Febbraio 2008
n° 153

INTERVISTA A TANIA
di Augusto Cavadi
San Salvador 20.10.2007

Tania Molina. Perché Tania?
Perché mio padre è comunista e nella decade in cui sono nata c’era una forte effervescenza nel processo rivoluzionario salvadoregno, il popolo stava surfeggiando l’onda rivoluzionaria. I modelli di riferimento erano altri fratelli che avevano lottato in altre zone del Continente, come Che Guevara e la sua compañera Tania: da qui la decisione di un trentatreenne che era al colmo del suo entusiasmo quasi romantico. Non so se lo sapeva, ma in qualche modo segnava il mio destino.
Tania la guerrillera: quando hai iniziato a seguire questa vocazione?
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IL SALONE DEL LIBRO

Sabato, 19 Maggio 2007

Repubblica – Palermo 19.5.07

Augusto  Cavadi

 

A TORINO LA SICILIA IN OMBRA

 

Al Salone del libro di Torino la Sicilia non è stata assente. Sin dalla festa di anteprima, Camilleri è stato citato  - e recitato - come uno degli autori più ammirati dal pubblico negli ultimi venti anni. Non pochi gli editori, più o meno giovani, che hanno esposto le novità (tra cui Sellerio, Flaccovio e Di Girolamo) e gli autori invitati ad incontrare i lettori (tra gli altri Gaetano Savatteri, Giovanni Ventimiglia, Silvana La Spina e Roberto Alajmo). C’è stato anche  - impreziosito da libri antichi, stampe e disegni della Fondazione “Ignazio Mormino” - il Banco di Sicilia.

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FILOSOFIA DELLE VISCERE

Martedì, 8 Maggio 2007

Repubblica – Palermo 8.5.07

Augusto Cavadi

L’ETICA DEL CUORE

In questa silloge di prose e liriche l’autrice sintetizza formazione filosofica e vena poetica in una sorta di “filosofia delle viscere” alla Maria Zambrano. Vari gli spunti, o i pretesti, di questi excursus: il velo (“tutto ciò che ci tocca profondamente viene avvolto da un velo, battesimale o nuziale o infine sudario”); l’acqua (nella sua inestricabile “doppiezza”: “sereno gioco di raggi e suoni o triste, oscura profondità”); il fuoco (anch’esso segnato, “come ogni elemento naturale nel mito”, da “duplice valenza: purifica o danna, scalda e protegge o distrugge”); l’aria (che è elemento fisico appena palpabile, ma anche “Psyche, anima, e Pneuma, soffio vitale”); la terra (che “possa divenire un locum amoenum piuttosto che un’orribile cava di rifiuti dipenderà dalle scelte di ciascuno di noi, dalle nostre pressioni sui potenti, da una assunzione di responsabilità etica prima che politica”). Queste divagazioni sono comunque collegate, come perle, da un filo conduttore: l’intreccio inestricabile di “Eros e Logos” o, se si preferisce, “il cuore, la testa e le mani”.

D. MUSUMECI

Devota come un ramo

Ila-Palma

pag. 70

euro 6

LA BELLEZZA DELLA SOFFERENZA

Sabato, 3 Febbraio 2007

Repubblica – Palermo

4.3.06

Nei rudi Cristi di Rouault la bellezza della sofferenza

 

Nella formazione di alcuni di noi ha inciso non poco l’incontro intellettuale con un terzetto particolare. Lui, Jacques Maritain, era soprattutto un filosofo; sua moglie, Raissa, e la sorella di questa, Vera, soprattutto letterate e mistiche. Nelle loro opere ricorre spesso il nome di un pittore ‘primitivo’ , apparentemente naif, che frequentavano e che, insieme a Chagall, ammiravano sconfinatamente: Georges Rouault. Questi (soprattutto nella fase in cui si è ispirato alle vetrate delle cattedrali gotiche) stava effettuando nelle arti figurative ciò che i Maritain tentavano, con i meriti e le ambiguità del caso, nell’ambito filosofico-teologico: riattualizzare il meglio del Medioevo come antidoto alla decadenza del Moderno. Come antidoto – per riprendere il loro comune amico Leon Bloy – alla “infamia borghese”: ad ogni “mediocrità” benpensante incapace di prendere posizione contro le ingiustizie della società. E, per seguire tale ispirazione, Rouault (che a ventitré anni aveva già dipinto quadri alla Rembrandt che gli attiravano fama e soldi), non esitò ad incamminarsi in una stretta strada di coerenza con sé stesso, di ricerca del nuovo, nella solitudine e nella ristrettezza economica.

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I LIBRI DI DANIELA MUSUMECI

Venerdì, 26 Gennaio 2007

Centonove
26.1.2007

FIGURA DI DONNA

Perché si sceglie di leggere proprio questo o quell’altro libro tra la marea di titoli che tracimano dagli scaffali delle biblioteche e dai banconi delle librerie? Nel mio caso, molto spesso, per cause davvero occasionali. Quasi capricciose. Per esempio perché te lo ha regalato una persona - forse l’autore stesso - particolarmente gentile. Così è stato col dittico Doveri di allegria e Devota come un ramo (entrambi per i tipi dell’Ila-Palma di Palermo ed entrambi del 2006) di Daniela Musumeci, una dolce e vispa creatura che, ormai da decenni, raramente manca un appuntamento importante per la vita sociale e culturale del capoluogo siciliano. Come me, anche Daniela è arrivata alla fase dei bilanci esistenziali: in quella fascia d’età in cui si è vissuto abbastanza per doverli fare, ma non tanto da non poterne trarre giovamento.
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SALVATORE MUGNO

Martedì, 19 Dicembre 2006

La Repubblica – Palermo
19.12.2006

Il pollice in bocca
Salvatore Mugno
Circolo il grandevetro, 2006

Un’avvenente lettrice di francese accetta un incarico presso una scuola siciliana: più per studiare il “maschio indigeno” che per ragioni professionali. Ed Angelo , collega ammogliato e padre di una bambina, ne resta catturato. All’inizio sembrerebbe l’avventura passeggera di un latin lover di provincia: invece si annodano i fili di una tragedia. La donna, un po’ valchiria e un po’ lolita, è affetta da passioni particolari, per camuffare le quali erige la doppiezza a sistema di vita. Verso la fine il lettore - insieme al protagonista maschile - scoprirà il punto debole della protagonista. Ma non è tutto: un’altra sorpresa è riservata in extremis, a conferma che Dio fa i perversi ed essi si accoppiano fra loro.
Può risultare eccessivo il ricorso ai puntini d’interpunzione e, più in generale, qualche passaggio da “barocco siciliano” (per riprendere un suggerimento dalla Postfazione di Marco La Rosa): ma ciò non attenua il gusto della narrazione né l’intensa curiosità di arrivare al più presto alle ultime pagine. Che, per un romanzo, non è certo un pregio da poco.

INTELLETTUALI, LETTERATURA E POTERE OGGI

Giovedì, 23 Marzo 2006

“Repubblica – Palermo”
23.3.06

CONTROCORO SUL DECLINO INTELLETTUALE

Nel corso del 2004 l’ “Unità” soprattutto (ma anche, occasionalmente, qualche altra testata nazionale) ha ospitato una serie di interventi a partire da un articolo di Romano Luperini incentrato su due punti principali: l’Italia è pienamente coinvolta in un processo più globale di “declino di civiltà” e questa depressione è dovuta, anche, al divorzio fra attività intellettuale e impegno sociale. Sino a trent’anni fa, “i registi italiani erano maestri riconosciuti in tutto il mondo, e si chiamavano Fellini, Antonioni, Visconti, Pasolini. Fra gli scrittori, Calvino e Sciascia avevano un ruolo di primo piano in Europa”; oggi gli esordienti “si dilettano in racconti ginecologici e ombelicali, a base di cazzo e di vomito; gli scrittori di mezza età si attardano in uno stanco postmodernismo manieristico. Per il cinema (…) si è parlato recentemente di ritorno a un confronto con la realtà e con la politica, ma, visti in questa luce, i film che dovrebbero esprimerlo risultano alquanto deludenti” (vedi La meglio gioventù di Giordana, The dreamers di Bertolucci e Buongiorno notte di Bellocchio). Ovviamente le reazioni al sasso nello stagno di Luperini sono state di segno contrastante: polemiche sino all’aggressività alcune (Cotroneo, Busi, Scarpa, Moresco, Sebaste, Benedetti), più misurate e sostanzialmente concordanti altre (Voce, Siciliano, D’Elia, Ganeri, Ferroni, Simone, Palandri, Cortellessa, Piovani, Guglielmi, De Vivo, Virgilio, La Porta, Berardinelli).
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