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Sabato 13 marzo 2010: Alberto G. Biuso a Palermo

Domenica 7 Marzo 2010

La Scuola di formazione etico-politica “G. Falcone” di Palermo
organizza
un incontro di riflessione e di discussione
con ALBERTO GIOVANNI BIUSO
sul tema

“Mente e corpo nell’epoca dell’intelligenza artificiale:
un intreccio inestricabile”.

L’iniziativa è suggerita dalla pubblicazione dell’ultimo volume di A. G. Biuso:

“La mente temporale. Corpo Mondo Artificio”, Carocci, Roma 2009, pp. 271, euro 27,50.

L’appuntamento è per le ore 20,00 di sabato 13 marzo 2010
presso la nuova sede
della Scuola di formazione etico-politica “G. Falcone”
in via Principe Belmonte 47
(all’altezza della statua di Ignazio Florio).

PS: L’incontro inizierà puntualmente alle ore 20 e si concluderà alle 21,30.

Se qualcuno volesse prolungare la conversazione in trattoria dovrebbe prenotarsi
non più tardi di 48 ore prima
presso Augusto Cavadi (acavadi@alice.it).

Augusto Cavadi
091.6377018
338.4907853
www.augustocavadi.eu

Seminario estivo 3 - 5 luglio 2009

Mercoledì 17 Giugno 2009

La Scuola di formazione etico-politica “GIOVANNI FALCONE” ed il CESMI (Centro studi di medicina integrata)
propongono un seminario residenziale su:

SPIRITO E/E’ MATERIA ?
Una riflessione su natura e coscienza

Santo Stefano Quisquina 3 - 5 luglio 2009

Ognuno di noi ha una concezione globale della realtà e, all’interno di essa, una idea dell’essere umano. Domande ontologiche come “che cosa intendiamo quando diciamo materia o spirito?” e domande antropologiche come “che cosa intendiamo quando diciamo corpo o mente?” sembrano - a prima vista - astratte nel senso deteriore del termine: lontane dalla concretezza della vita quotidiana.
Ma è davvero così? O ciò che pensiamo su cosa sia davvero reale (nell’universo e nella nostra soggettività) comporta delle conseguenze molto precise e molto tangibili sul nostro modo di vivere come persone e come società?
Ne discuteremo, in un lungo week-end, con un filosofo della mente e alcuni scienziati con lo stile intellettuale - ormai acquisito in tanti anni di consuetudine - della semplicità nel linguaggio, del rigore delle argomentazioni e soprattutto dell’assoluto rispetto interpersonale, in modo che ciascuno, pur senza intenti apologetici o proselitistici, abbia modo di esporre con calma il proprio punto di vista e di ascoltare con apertura interiore il punto di vista degli altri interlocutori.

Il seminario si svolgerà presso il Country Hotel Pigna d’Oro
Contrada Finocchiaro (S. Stefano Quisquina, Agrigento)

* La partecipazione ai 3 giorni di seminari: euro 25 (da versare al momento dell’iscrizione).
* Partecipazione solo di 1 giorno (anche un incontro): euro 10 (da versare all’ingresso dell’hotel).

* Ognuno può scegliere di dormire e di pranzare dove ritiene più opportuno.
E’ possibile, per chi vuole, chiedere ospitalità al Country Hotel Pigna d’Oro (tf. 0922. 992021 - 333.3177968 - www.pignadorohotel.it) facendo riferimento alla convenzione con la Scuola “Falcone” per il week-end indicato.
Abbiamo infatti concordato un ‘pacchetto’ a prezzo speciale (comprendente per ogni persona 1 pensione completa + 1 semipensione) al costo di euro 110 in doppia (supplemento singola: + 30 euro). Per esigenze particolari (terzo e quarto letto scontato per bambini) e per la prenotazione delle stanze contattare direttamente la direzione dell’Hotel. Le stanze ci saranno riservate sino al giorno 19 giugno: oltre questa data sarà possibile trovare occupate tutte le 18 stanze dell’albergo.
* L’Hotel si raggiunge facilmente seguendo le due possibili strade per S. Stefano Quisquina: la più comoda, ma meno suggestiva, è la veloce Palermo - Agrigento, uscita a Lercara e prosecuzione in direzione Prizzi - S. Stefano; più tortuosa, ma più intrigante, la provinciale che si stacca dalla veloce Palermo - Agrigento già a Misilmeri, passa per Marineo e Ficuzza, quindi Prizzi - S. Stefano. In entrambi i casi, prima di entrare nel paese, girare a sinistra in direzione Monte S. Calogero (ma c’è anche l’insegna “Pigna d’Oro”) e salire per circa due chilometri sino alla cima (circa 1200 metri s.l.m).

Programma

Venerdì 3 luglio 2009
ore 17,30: arrivo in albergo, sistemazione nelle camere,
accoglienza reciproca
ore 20,00: cena

ore 21,30 - 22,30: Che siamo venuti a…pensare?
Discussione di gruppo introdotta da Pietro Spalla

Sabato 4 luglio
ore 10,30: Berkeley e Condillac: ovvero Mr. Spirito e Mr. Materia
Discussione di gruppo introdotta da Augusto Cavadi
ore 11,30: Pausa
ore 12 - 13: Il materialismo di un biologo
Intervento di Michele Ernandez (dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti)
e discussione di gruppo
ore 13,00: Pranzo

ore 17,30: Mente e materia: il Corpo come macchina temporale
Discussione di gruppo introdotta da Alberto Giovanni Biuso
ore 18,30: Pausa
ore 19- 20: L’unità psicofisica dell’essere umano
Intervento di un medico e discussione di gruppo

ore 20: Pizza offerta in campagna dalla famiglia Saieva

Domenica 5 luglio

ore 10,00: Visita in fattoria alla scoperta di cibi genuini
ore 11,30: Che idee nuove ci portiamo a casa?
Assemblea conclusiva moderata da Francesco Palazzo
ore 13,00: Pranzo
ore 16,00: Ritorno alle case.

Seminario estivo 11 - 13 luglio 2008

Venerdì 27 Giugno 2008

Associazione di volontariato culturale

SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA “G. FALCONE”

Seminario estivo su “Spiritualità e politica”

I SENTIMENTI E LA POLITICA

CONVENTO DEI FRATI FRANCESCANI DI GIBILMANNA (Palermo)

Venerdì 11 luglio

ore 17: Accoglienza, iscrizione, sistemazione stanze

ore 17,30: Perchè il tema di quest’anno?
Un primo giro di opinioni fra i partecipanti
(Introducono e moderano Francesco Palazzo e Pietro Spalla)

Sabato 12 luglio

ore 10: Il sentimento religioso e la politica
(Giuseppe Savagnone)

ore 17: Il sentimento della paura e la politica
(Andrea Cozzo - Roberto Tagliavia)

Domenica 13 luglio:

ore 10,30: E’ possibile una politica che ascolti i sentimenti
senza strumentalizzarli?
Tavola rotonda aperta agli interventi di tutti i partecipanti
(Introduce e modera Augusto Cavadi)

ore 13: Pranzo e fine dei lavori

Quote di partecipazione:

Iscrizione al seminario (indivisibile, per i tre giorni o anche solo per uno): euro 10
Iscrizione + 1 pasto: euro 23
Eventuali pasti oltre il primo, euro 15
iscrizione + 1 giorno di pensione completa in singola euro 60
iscrizione + 1 giorno di pensione completa in doppia (a persona) euro 55
iscrizione + 2 gg. di pensione completa in singola euro 110
iscrizione + 2 gg. di pensione in doppia (a persona>) euro 100
* Per adesioni rivolgersi studio avv.to Pietro Spalla : 091.514871 - 328.8135673
pietrospalla@tele2.it

Parla Nino Miceli, premiato con la Targa Falcone 2008

Martedì 3 Giugno 2008

“Repubblica - Palermo”
3.6.08

“Io, ribelle al racket, solo contro tutti”
Dopo anni di fatiche e di rischi, riesci ad avviare una tua azienda. Vendi automobili, anzi sei concessionario della “Lancia Autobianchi” per tutta una zona in espansione economica - pur nel degrado urbanistico e sociale - che, avendo Gela come epicentro, comprende comuni di tre provincie limitrofe (Caltanissetta, Agrigento, Ragusa). All’improvviso cominciano delle visite indesiderate: gente vestita bene, con modi controllatissimi se non proprio educati, ti chiede un forte sconto, anzi qualche vettura gratis, anzi una grossa donazione, anzi una percentuale mensile sugli utili. Che fai? Le statistiche parlano chiaro: negli anni Novanta, così come oggi, la quasi totalità degli imprenditori si piega. Cerca, se può, qualche intermediazione ‘autorevole’ ma, nella sostanza, si piega. Ma la popolazione siciliana non è - secondo i cliché - un’etnia fiera, indomita, con un senso persino eccessivo dell’onore? Sì, forse. Per certi versi. In certi casi. Ordinariamente invece preferisce reagire sulla base di una saggezza veicolata da proverbi arcaici (”Abbassati giunco e sappi attendere fiducioso: non c’è piena di fiume che non passi”), inchiodato alla propria solitudine individualistica: con vera o presunta furbizia, tace e paga.
Ogni regola ha le sue eccezioni. Rispetto allo slogan con cui i giovani palermitani di “Addiopizzo” si sono autopromossi in città (”Un popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità“), Nino Miceli ha costituito l’eccezione. Inizialmente resiste: gli incendiano i locali (”l’odore di un ufficio bruciato, se ti penetra dentro, non ti lascia più neppure dopo anni”) , poi gli lanciano una molotov contro una serranda, poi di nuovo un secondo incendio. Fa finta di cedere al ricatto, per un anno registra segretamente ogni colloquio, si rivolge ai carabinieri: sino a quando i suoi (mancati) padroni non sono stati catturati, processati, condannati. 49 estortori in gabbia per un totale di 460 anni di carcere duro.
Ogni scelta, anche vittoriosa, ha il suo prezzo. Nino deve vivere con la famiglia in caserme blindate, poi lasciare per sempre l’isola, mutare professione e sin anche identità anagrafica. “Può sembrare paradossale” - racconta col buonumore caratteriale venato solo da una punta d’ironia - “ma, chiusa la battaglia insieme allo Stato contro la mafia, mi aspettava una battaglia meno cruenta ma molto più duratura contro lo Stato. Contro pezzi di Stato che invece di premiare la tua scelta, la penalizzano. Contro funzionari incompetenti, ma anche contro rappresentanti delle istituzioni ammirevoli ed ammirati, politicamente progressisti, che in certi passaggi decisivi, obbediscono a logiche indecifrabili, quasi condizionati da meccanismi perversi “. Proviamo a farci spiegare con qualche esempio il suo calvario burocratico - istituzionale.
Primo esempio sul versante finanziario. Ha dovuto chiudere una concessionaria automobilistica: ma come quantificare il danno? Certificati, documenti contabili, attestati di imposte versate, perizie ufficiali e perizie di parte,… “So che è incredibile, ma quando i due periti arrivarono indipendentemente alle stesse conclusioni, la Prefetura di Caltanissetta mi obiettò che il totale di quei calcoli andava abbattuto del 40%: non avevano tenuto conto del fatto che la forte presenza mafiosa rendeva commercialmente poco appetibile un’attività del genere. Insomma: avevo creato un’impresa che valeva 100 ma, siccome lo avevo fatto in territorio mafioso, in realtà valeva 60! Particolare non del tutto trascurabile: non stavo vendendo di mia iniziativa un’attività commerciale ad un altro privato, stavo chiedendo allo Stato il risarcimento per i danni subiti…”. Tano Grasso contesta il ragionamento della Prefettura, capisce che se si applica su Gela si dovrà applicare per gli imprenditori eventualmente ribelli al racket in ogni altro angolo del Meridione, ma il Comitato deliberante decreta una restituzione addirittura inferiore alla cifra riconosciuta precedentemente. Nino è testardo. Non ha ceduto ai mafiosi, non vuole cedere a chi lo dovrebbe compensare dei danni patiti dai mafiosi: ricorre al Consiglio di Stato e, finalmente, ottiene giustizia.
Secondo esempio sul versante psicologico. Nella località segreta in cui si è trasferito con la famiglia, uno dei suoi ragazzi compie un’ingenuità e rende noto in un certo elenco il suo vero cognome. Nino corre dal maresciallo dei carabinieri per chiedere di intervenire tempestivamente e, con discrezione, far cancellare quel cognome imprudentemente sfuggito. Ma è ora di cena, il maresciallo si infastidisce e sbotta: “Oggi ho già avuto a che fare con trenta delinquenti: abbia pazienza, lei è il trentunesimo”. Quando la Commissione parlamentare antimafia lo convoca, Miceli insiste sulla necessità di dare al più presto anche ai figli una nuova identità anagrafica perché, a metà del guado, non sono più chi erano e non sono ancora nient’altro. Vivono come zombi senza possibilità di accedere ad un concorso pubblico o di stipulare un contratto. Ma tra i parlamentari c’è distrazione; non capiscono la gravità delle richieste; qualcuno esprime persino insofferenza e, dai termini che usa, rivela di confondere il testimone di giustizia che ha davanti con un collaboratore di giustizia; il cittadino che sceglie le ragioni della legalità con il mafioso ‘pentito’ che usa lo Stato come estrema difesa dai suoi ex-complici; la vittima con il carnefice.
A un certo punto, Nino usa la scrittura come autoterapia: ne esce fuori Io, il fu Nino Miceli. Storia di una ribellione al pizzo, delle Edizioni Biografiche di Milano, un libro intenso e vivace come il carattere dell’autore. Alla prima presentazione a Roma, il sottosegretario Minniti propone che il Commisario antiracket ne acquisti alcune decine di migliaia di copie da distribuire, come strategia pedagogica, a commercianti e studenti di tutto il Paese. Il Commissario acconsente e chiede all’editore il relativo preventivo. Ma, passata l’euforia del momento, della proposta non se ne fa nulla. Così Nino accetta di girare l’Italia a discutere il libro nelle scuole e nelle facoltà universitarie. Il 22 maggio è stato anche a Palermo per ricevere dall’associazione di volontariato culturale “Giovanni Falcone” l’VIII Targa destinata a oppositori silenziosi al sistema mafioso. E’ un’occasione - un po’ rischiosa ma preziosa - di spezzare la cappa della solitudine a cui lo hanno condannato la sua condizione ed una recente separazione dalla moglie (che con venti anni di tensioni psicologiche qualcosa da fare ce l’ha). Eppure Nino oggi ha un desiderio profondo: vorrebbe un po’ di normalità. Va bene tentare nuove amicizie raccontando di essere nato e vissuto dove non è né nato né vissuto, ma ha pure bisogno - almeno ogni tanto - di passare una sera a sorseggiare qualche bicchiere di vino siciliano chiacchierando con amici fidati a cui può raccontare verità. Pure e semplici verità.

Augusto Cavadi

L’VIII Targa “Falcone” il 22 maggio 2008 presso S. Francesco d’Assisi

Mercoledì 21 Maggio 2008

CONSEGNA DELLA VIII TARGA GIOVANNI FALCONE

Ad un coraggioso oppositore del sistema mafioso

Interverranno un magistrato della Procura di Palermo
e un imprenditore antiracket

Si ringraziano sentitamente per il contributo artistico:

Francesco Giunta
Mario Incudine
Massimo Laguardia
Miriam Palma
accompagnati da
Gabriele Giannotta
Nino Giannotta
Antonio Vasta

Che si esibiranno nel “recital”: “Vinni a cantari all’ariu scuvertu”

Giovedì 22 Maggio 2008 - ore 19,00
Salone della Basilica di S. Francesco D’Assisi
Palermo

Presentazione libro di Khaled Fouad Allam

Lunedì 19 Febbraio 2007

LIBRERIA “LA PENNA E LA CIVETTA”

SCUOLA DI FORMAZIONE ETICO-POLITICA “G. FALCONE”

Sabato 24 febbraio 2007
Sala della Chiesa Evangelica Valdese di Via dello Spezio 43
(dietro il Teatro Politeama)
ore 18.15

Presentazione del libro di KHALED FOUAD ALLAM

“LA SOLITUDINE DELL’OCCIDENTE”
(Rizzoli)

Introdurrà il dibattito  AUGUSTO CAVADI

SARA’ PRESENTE L’AUTORE

L’INGRESSO E’ LIBERO SINO A ESAUIRIMENTO POSTI

PER INFORMAZIONI TELEFONARE AL 3471863420- 091362193-091332291